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GLI ISTITUTI per il raggiungimento
del potenziale umano
Gli Istituti sono in disaccordo
col mondo sul modo di intendere le malattie cerebrali.
Quando si trovano davanti un bambino cerebroleso non
curano i sintomi della sua malattia, ma la causa che
li provoca.
La causa che provoca il problema dei bambini è
la lesione che è presente nel loro cervello.
Questo può dipendere da diversi eventi insorti
dal momento del concepimento in poi, che hanno leso
più o meno gravemente il cervello del bambino.
E' la lesione che impedisce ai nostri bambini di crescere
e di svilupparsi al pari dei loro coetanei perchè
costituisce l'ostacolo al normale sviluppo del cervello
nei suoi vari stadi di maturazione.
Gli Istituti hanno disegnato un Profilo di sviluppo
che è la mappa che traccia le varie tappe di
maturazione del cervello da 0 a 6 anni.
E' il percorso che ogni bambino segue e che, in base
alle stimolazioni che provengono dall'ambiente in cui
vive, lo portano a determinati obiettivi in un tempo
più o meno lungo.
La soluzione a questo problema consiste nel costruire
un ponte sopra questa lesione per superarla e fare continuare
poi al cervello il suo cammino di crescita verso la
maturazione.
La potenzialità del cervello è immensa,
al momento della nascita tutti i bambini sono dei potenziali
geni, il livello della loro intelligenza dipenderà
dal livello di informazioni e stimolazioni che arriveranno
al cervello.
Le vie di accesso delle informazioni dall'ambiente al
cervello sono tre: la via visiva, quella uditiva e quella
tattile.
Secondo la ricchezza d'informazioni sensoriali che arriveranno
al cervello attraverso queste tre vie, si otterranno
delle abilità motorie più o meno sofisticate:
la mobilità, il linguaggio, la capacità
manuale ed il quoziente intellettivo.
Funzione crea struttura.
Il cervello cresce con l'uso allo stesso modo in cui
crescono i muscoli.
Pensate che il nostro cervello, pur essendo una piccola
parte di tutto il corpo, utilizza il 20-30% dell'ossigeno
che serve per la vita del nostro organismo.
Gli Istituti hanno scoperto un trattamento non chirurgico
per curare le lesioni al cervello, basato su principi
di organizzazione neurologica.
Tutte le vie che conducono al cervello sono divise in
due categorie: sensoriali, che portano le informazioni
al cervello e motorie, attraverso le quali il cervello
reagisce comandando risposte motorie alle informazioni
ricevute in precedenza.
La parziale distruzione di una via o dell'altra, a causa
della lesione, determina una parziale carenza della
funzione dell'individuo.
Tale situazione continuerà finchè le vie
specifiche saranno ripristinate nella loro funzione
o finchè non saranno stabilite delle nuove vie
capaci di completare l'anello cibernetico.
Tutto quello che insegnano agli Istituti è di
dare informazioni visive, uditive e tattili con frequenza,
intensità e durata in riconoscimento del modo
ordinato con cui il cervello cresce.
Le madri sono le migliori insegnanti del mondo, i genitori
sono le persone più adatte e più brave
a svolgere il programma di riabilitazione.
Quando esiste una lesione entro i confini del trattamento
di cura del cervello, per avere dei risultati il trattamento
deve essere diretto al cervello, dove è posta
la causa, piuttosto che verso quella zona periferica
dove vengono riflessi i sintomi sia che i sintomi esistano
come una imperfezione impercettibile nei rapporti umani
o si manifestano come una gravissima paralisi, questo
principio non deve mai essere dimenticato da coloro
che vogliono ottenere successo con i pazienti cerebrolesi.
Esistono cinque principi di trattamento non chirurgico
della cerebrolesione.
Questi principi si basano sul fatto che la funzione
del cervello è quella di collegare l'organismo
al suo ambiente.
Utilizzando ognuno di questi principi, siamo stati in
grado di stabilire gruppi di procedure efficaci per
il trattamento della cerebrolesione.
In ogni procedura sono incluse un gran numero di tecniche.
Si deve tenere presente che tutte le vie che conducono
al cervello possono essere divise in due categorie:
sensoriali, vie che portano le informazioni al cervello
e motorie, via attraverso le quali il cervello reagisce
comandando responsi motori alle informazioni ricevute
precedentemente.
Tulle le vie sensoriali sono vie a senso unico di entrata
verso il cervello e sono incapaci di trasmettere un
messaggio di emissione.
Tulle le vie motorie sono vie a senso unico di uscita
e sono incapaci di trasmettere un messaggio di immissione
al cervello.
Questo è un fatto ben conosciuto in neurologia
ma sembra sia stato completamente trascurato in usuali
riabilitazioni dei pazienti cerebrolesi.
Fino a pochi anni fa, i metodi classici di trattamento
per le persone cerebrolese erano puramente motori.
Il risultato di un tale trattamento orientato in termini
motori è stato che qualsiasi informazione riuscisse
a raggiungere il cervello era sia accidentale che incidentale.
Fra le vie sensoriali e motorie, nei profondi livelli
del sistema nervoso centrale, si trovano aree integrative
ancora inadeguate definite e scarsamente capite.
La normale funzione cibernetica del cervello dipende
interamente dell'integrità di tutte queste vie.
La distruzione totale di tutte le vie sensoriali e motorie
risulta in una totale mancanza di funzione nell'essere
umano.
La parziale distruzione di una via o l'altra risulterà
nella parziale carenza della funzione dell'individuo.
Tale mancanza di atti funzionali continuerà finchè
le specifiche nuove vie, capaci di completare l'anello
cibernetico, saranno stabilite.
Nell'organismo umano questo anello, che inizia con l'ambiente,
usa le vie sensoriali per arrivare al cervello e usa
le vie motorie dal cervello di nuovo all'ambiente.
Tutti gli sforzi nel trattamento dei pazienti cerebrolesi
devono essere indirizzati a localizzare l'interruzione
nell'anello ed a ripristinare la chiusura del circuito.
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